Ti ricordiamo e piangiamo, Markus

«La scuola vive solo se prima e dentro ogni disciplina vibrano la poesia e l’amore per la vita». È una sentenza intrepida e amorosa che il nostro professore Markus Fingerle amava ripetere e soprattutto vivere fino al suo ultimo giorno di scuola, prima di lasciarci. Era un insegnante amato e ascoltato con curiosità, originale, imprevedibile, e solo pochi conoscevano anche il suo lavoro di psicoterapeuta infantile, una traduzione diversa e simultanea per dedizione e passione del suo lavoro d’insegnante, che gli donava una sensibilità acutissima e una raffinatezza intellettuale priva di compromessi. Il nostro Markus Fingerle era un uomo buono, una bontà che era apertura verso il mondo, accompagnata da sorrisi e sguardi lampeggianti e accoglienti, anche quando parlava o doveva scrivere di cose dolorose. Sentiva e, lo trasmetteva anche, il mondo pieno di invisibili incantesimi e realtà che erano luci. Di qui il suo amore profondo per la poesia e il pensiero poetante, il pensiero del mondo. Memorabile resta un suo lavoro realizzato qualche anno fa con tutti gli studenti del Liceo sulla figura del pensatore russo, Pavel Florenskij, un’avventura culturale e spirituale indimenticabile, ancor’oggi pensata e ripensata.

Conosceva gli uomini come li può conoscere solo un uomo di grande sensibilità e capisce l’altro quasi profeticamente a un unico lampeggiare degli occhi.

Conosceva il mondo in modo insolito e profondo.

È stato un uomo, un professore e un amico dalla coscienza talmente sensibile che sentiva anche dove altri, sordi, si credevano al sicuro.

Ti ricordiamo e piangiamo, Markus…le tenebre e la morte non esistono, esistono solo realtà e luci.